La dipendenza affettiva e la paura dell’abbandono

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La dipendenza affettiva è una delle tematiche per cui si ricorre molto spesso all’aiuto di uno psicologo…il mio partner mi ha lasciato e io senza di lui non riesco a vivere…

Ma esattamente cosa intendiamo con il termine dipendenza affettiva?

Si tratta di una dipendenza comportamentale (non legata cioè ad uso di sostanze, ma che ha con la dipendenza da sostanze mole affinità), si manifesta con:

  • sindrome da astinenza all’assenza del soggetto da cui si è dipendenti con manifestazioni di sofferenza ed estremo bisogno del soggetto
  • molto tempo speso nel pensiero della persona e nella relazione
  • tempo disinvestito in attività di svago, tempo tolto al lavoro e a socialità
  • desiderio di controllare la propria relazione o ridurne l’investimento, spesso con scarsi risultati
  • perseverare nella relazione nonostante le problematiche riconosciute
  • incapacità di prendere decisioni in maniera autonoma, costante necessità della vicinanza del partner.

Sopratutto nella fase di innamoramento è normale sperimentare un estremo bisogno di condividere molto con il partner, difficoltà a staccarsi, bisogno di fusione, ma se queste necessità diventano estreme e totalizzanti siamo in presenza di un un legame di dipendenza patologico.

Spesso chi vive problemi di dipendenza affettiva ha avuto nell’infanzia attaccamenti patologici con la figura di accudimento (attaccamento insicuro evitante, o ambivalente vedi post sull’attaccamento), riproducendo anche con il partner in età adulta le medesime modalità di funzionamento. In questo caso non puoi farcela da solo, ma serve l’aiuto di un terapeuta.

Chi è affetto da dipendenza affettiva fa ruotare la propria vita interamente intorno al partner, con una sintomatologia molto simile ai soggetti affetti da dipendenza da sostanze. Senza la persona di riferimento accanto ci si sente insicuri, ansiosi, depressi, si evita la compagnia di altri e si vive nel costante timore dell’abbandono e delle sue possibili e devastanti conseguenze (spesso più immaginarie che reali)

Anche di fronte a partner violenti, abusanti o a relazioni tossiche, il soggetto non riesce a chiudere, ma tende a giustificare e procrastinare la fine della relazione.

Solo nei casi più gravi, quando le caratteristiche citate sono persistenti, inflessibili e compromettono seriamente la qualità della vita,  siamo in presenza di soggetti con un disturbo dipendente di personalità, con costante necessità di rassicurazioni, aiuto, approvazione e tendenza a non riuscire a vivere in maniera autonoma senza un riferimento ad un’altra persona. Se pensi di essere in questa situazione, devi chiedere aiuto a un professionista.

Su cosa possiamo lavorare in terapia in presenza di un disturbo di dipendenza affettiva?

  • Sulla consapevolezza del proprio valore e delle proprie risorse
  • sulla propria autonomia, che va esercitata con piccole prove quotidiane
  • sulla propria autostima, ho un valore indipendentemente da chi mi è vicino, ho delle qualità che devo imparare a riconoscere.

Occorre con l’aiuto dello psicologo innanzi tutto per riconoscere e prendere consapevolezza del problema e capire che danni ha provocato; occorre lavorare sulle proprie capacità di reggersi da soli, costruire rapporti sani e relazioni che ci siano di supporto, ma con la presa di coscienza che noi non funzioniamo solo se facenti parte di una relazione, ma possiamo imparare a costruirci una identità autonoma e funzionante anche in assenza di qualcuno a fianco.

Nei miei articoli, in modo anonimo, coglierò spunti anche da chi si vorrà confrontare e mi invierà delle considerazioni per mail.

Scrivimi: nei miei articoli, in modo anonimo, coglierò spunti anche da chi si vorrà confrontare e m’invierà delle considerazioni per e mail.
Grazie Cristina.

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Cristina

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