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parliamo di stress

Viviamo costantemente sotto pressione e spesso chi va dallo psicologo è perché non regge più una serie di “eventi” che accadono nella propria vita.

Volevo quindi parlare dello stress come condizione che ormai contraddistingue la vita un po’ di tutti.

Lo stress è una risposta psicofisica a compiti diversi: mentali, emotivi e sociali, quando un soggetto li percepisce come eccessivi.

Parliamo di stress acuto se l’evento si verifica in un preciso momento ed è di durata limitata; lo stress diventa cronico se dura a lungo e colpisce un po’ tutta la nostra vita impedendoci di svolgere le normali attività.

Parliamo di distress (sinonimo di stress) quando gli eventi che causano lo stress influiscono sul nostro benessere; definiamo invece eustress (stress buono) la condizione in cui tali fenomeni diventano addirittura benefici, apportando maggiore vitalità e stimoli all’organismo.

Da cosa è causato lo stress?

Ogni persona ha un livello personale di capacità di resistenza allo stress, quindi ciò che provoca malessere ad alcuni può non incidere sulla vita di altri.

Sono causa di stress:

  • cambiamenti (anche positivi) ad esempio la nascita di un figlio, trasloco, matrimonio, anche paradossalmente una vacanza
  • eventi straordinari che accadono nella vita come la perdita del lavoro, la separazione, un lutto, la perdita dell’abitazione
  • la malattia nostra o di un familiare di cui dobbiamo prenderci cura
  • problemi legati all’ambito lavorativo come un nuovo incarico con maggiori responsabilità; mobbing (comportamenti da parte di colleghi o superiori che ci portano all’isolamento e all’annullamento), burnout (letteralmente “bruciarsi”, si intendono cioè quelle condizioni lavorative che conducono alla mancanza o diminuita capacità di sentirsi efficace e danno un senso di fallimento).

Cosa ci succede quando siamo stressati?

Dal punto di vista fisico possono subentrare:

mal di testa, mal di schiena, tensioni muscolari, palpitazioni, difficoltà digestive e nel sonno, digrignare dei denti.

Lo stress può portaci inoltre ad essere più reattivi ed irritabili verso gli altri, critici, infastiditi da cose di poco conto.

Possiamo sentirci insofferenti e nervosi con la tendenza ad ingigantire i problemi e a far diventare difficoltose anche le cose che normalmente facciamo.

Ci può essere difficoltà nel pensare, nel concentrarci, nel prendere decisioni, fatica a ridere e vedere le cose in modo più leggero ed ironico.

Cosa possiamo fare?

  • Condividere con gli altri le nostre sensazioni (parlare aiuta a liberarci dal senso di oppressione)
  • fare attività sportiva per scaricare le tensioni e spostare i pensieri su altro, anche solo una camminata all’aria aperta, una corsa possono aiutare
  • dedicarci ai nostri interessi/hobbies, prenderci cura di noi (ad esempio un bagno rilassante, un massaggio, fare del giardinaggio, dipingere)
  • staccare dal quotidiano staccando la spina dalle solite cose anche solo andando a vedere una mostra, facendo una breve gita, un giro a vedere vetrine, una vacanza anche di pochi giorni
  • praticare tecniche di rilassamento (vedi alla domanda quando rivolgerci allo psicologo)
  • riposare

Quando è meglio rivolgerci a uno psicologo?

Quando sentiamo che le risorse a nostra disposizione sono esaurite.

L’organismo risponde da sempre agli eventi stressanti (ricordiamo l’uomo primitivo che fugge da animali pericolosi, cerca cibo affrontando intemperie e ostacoli della natura) ed è allenato a resistere, ma quando tali eventi perdurano per troppo tempo e la fase di resistenza si protrae, allora le capacità di andare avanti si esauriscono ed occorre un aiuto.

Ricordiamo che possiamo rivolgerci ad uno psicologo non solo per una terapia, ma possiamo essere aiutati anche mediante l’apprendimento di specifiche tecniche di rilassamento (ad es. il training autogeno).

E’ inoltre consigliabile rivolgerci a uno psicologo quando abbiamo vissuto una esperienza che ci ha particolarmente traumatizzato (violenza, minaccia di morte, lesioni gravi, evento naturale come terremoto, ecc) e le cui ripercussioni continuano ad influenzare la nostra vita (parliamo in questo caso di disturbo da stress post traumatico, da trattare con un professionista).

Siamo ormai in periodo post vacanze… quindi come ritornare alla quotidianità…senza ricadere immediatamente nello stress?

  • mantenendo piccole abitudini delle vacanze
  • rispettando i tempi del nostro organismo
  • abituandoci a relativizzare i problemi (quelli non troppo grossi ovviamente!), non siamo i salvatori del mondo e non abbiamo noi tutti i problemi dell’universo
  • facendo piccoli pensieri positivi ogni giorno e cercando di vedere le cose da prospettive diverse
  • dandoci solo piccoli obiettivi e imparando a vivere un pochino più alla giornata…le programmazioni a lungo termine e i grandi pensieri sulla nostra vita, ricordiamolo, portano solo stress e inutili ansie.

Le cose che siamo chiamati a riaffrontare al rientro sono di solito quelle di sempre, ora siamo più riposati, proviamo a vederle con occhi diversi e meno “da catastrofe”…per quanto possibile.

A volte per diminuire il livello di stress nella nostra vita sarebbe utile una riflessione sul fatto che molti degli obiettivi che ci poniamo sono al di sopra delle nostre reali necessità. Spesso ci confrontiamo con standard di vita e personali che ci vengono imposti da un collettivo (pubblicità, social, moda, ecc) a cui noi non corrispondiamo realmente; puntiamo a volte ad un perfezionismo quasi irraggiungibile che ci porta a non stare bene perché abusiamo delle nostre risorse fisiche e psichiche e ad una corsa verso qualcosa in cui perdiamo il senso della realtà.

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Cristina

 

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